5 mag 2023

SIPARIO. ECCO A VOI "THE LAST HORSENSE...".

 EDICOLA DIGITALE: L'ULTIMO NUMERO DI  HORSENSE. SALUTI, CALA IL SIPARIO SU UNA BELLA INIZIATIVA EDITORIALE

Scaricate sul cellulare la APP  Horsense e scorrete gratuitamente le pagine della rivista ideata e lanciata da 
Gennaro Lendi
, ricca di approfondimenti sul mondo Reining. 

UN ADDIO? SPERIAMO SIA SOLO UN ARRIVEDERCI

Con un filo di tristezza e di malinconia, segnaliamo che è ora disponibile on line l'ultimo numero digitale di HORSENSE, la rivista di approfondimento pensata e voluta da Gennaro Lendi che come sappiamo è oggi di stanza negli USA. All'editoriale della mitica Cochi Allegri (professionista e amica che stimo) è affidato un saluto ai lettori in cui proprio lei spiega il senso di questa scelta editoriale. 

A seguire un estratto della intervista a Gennaro e Mirko, i nostri due trainers di punta  oggi negli States, in cui Gennaro tra le spiega anch'egli le ragioni di questa scelta e di quello che dovrebbe cambiare qui nella vecchia Europa.. 

Nella rivista trovate i consueti approfondimenti, tra i quali un bellissimo e struggente pezzo sulla vittoria del tutto speciale di Manuel Cortesi L4 Open Champion al Futurity 2022, con il pensiero rivolto al cielo e alla memoria dell'amico e campione Giacomo Ronchi. Un numero tutto da leggere.

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Cochi Allegri, Horsense Editor) 

Per la prima volta da quando, nel luglio del 2018, noi della redazione di Horsense abbiamo iniziato questa bellissima avventura insieme al nostro editore Gennaro Lendi, sarò io in qualità di direttore, e non lo stesso Gennaro, a firmare l’editoriale della rivista. Lo faccio in un’occasione speciale che coincide con il commiato di tutti noi da tutti voi almeno per un anno sabbatico, durante il quale faremo un bilancio della molta strada percorsa e di quella che intendiamo percorrere d’ora in poi.

 Come tutti sapete, Gennaro ha intrapreso dall’inizio del 2023 una fase tutta nuova della sua carriera di trainer stabilendosi negli Stati Uniti, dove proprio

poche settimane fa ha subito fatto bingo nel primo appuntamento importante qualificandosi alla grande per il The Run For A Million. Questo sposta fisiologicamente il timone di tutte le sue attività verso diverse aree di interesse e verso una fonte di reddito che non ha più le sue origini in Europa. 

 Ci siamo presi parecchie settimane per ragionare di Horsense, ritardando volutamente questa uscita che chiude il punto sulla stagione di gare 2022 per dare continuità alla rivista nel caso si fosse deciso di proseguire sulla linea già tracciata. Ma dopo molto sondare, pensare e valutare, abbiamo dovuto renderci conto che il mercato Europeo ha, per quanto riguarda l’editoria specializzata, le medesime pecche che in fondo ha per quanto riguarda lo stesso sport del reining: è frammentato e non ancora orientato a un vero business.

 Questo per una rivista come la nostra significa, in pratica, molti apprezzamenti ma ben poco supporto quando si parla di mettere mano al portafoglio. Come tutti sappiamo Horsense viene distribuito gratuitamente, e il suo equilibrio economico si regge solamente sull’apporto dei nostri inserzionisti. E mentre ringraziamo di cuore quelli che ci sostengono da anni, rileviamo purtroppo che fuori da questa ristretta cerchia non c’è mai stato modo di espandersi. In tutto questo tempo, tuttavia, abbiamo ritenuto giusto fare dei sacrifici (Gennaro in testa) per continuare a uscire, lusingati e incoraggiati dal numero davvero alto di download della rivista e dai molti complimenti ricevuti per il nostro lavoro.

 Pensavamo, e speravamo, che la Vecchia Europa del reining prima o poi realizzasse che siamo l’unico media – off line ed on line – specializzato SOLO in questo sport che dedica TUTTE le sue pagine al versante europeo; quello da sempre oscurato dagli sfavillii di un’America ben più ricca e business oriented che a volte, anche un po’ dispoticamente, ci sottrae fama e visibilità sulla scena mondiale. E che i suoi protagonisti economici (allevatori, imprenditori, show managers, trainers), capissero che non ci si nutre di sola gloria. Non è stato così. E allora la svolta di vita di Gennaro diventa una svolta di vita anche per Horsense, che ha molte potenzialità e molte chances di essere ripensata per entrare a far parte di un business vero. 

 Quindi, per ora, questo è il nostro commiato. Io e Gennaro, insieme a tutta la redazione, ringraziamo le centinaia di lettori che ci hanno seguito con passione, e tutti i nostri affezionati advertisers. Sempre gli stessi fin dall’inizio: quelli che da subito hanno creduto nel nostro progetto di una “vera” rivista che desse voce alle diverse opinioni, che raccontasse tutti i topics del Reining d’Europa e tutti i suoi protagonisti, fino all’ultimo degli youth o dei level 1.

 Arrivederci al prossimo anno con un Horsense “diverso”. Se vorrà il cielo.

ESTRATTO DA : GENNARO & MIRKO, MANI IN FUGA 

(estratto dall'articolo di Lisa Novelli) 

L.Novelli Chiamiamole così: mani in fuga. Per analogia con i cervelli in fuga, le migliori menti d’Europa (o almeno di alcuni Paesi d’Europa) che da anni scelgono l’America per ottenere i riconoscimenti economici che qui non riescono ad avere. Perché su questo versante dell’Atlantico, in effetti, siamo da sempre prodighi di complimenti in teoria e molto meno di remunerazioni in pratica.

E così se la danno a gambe scienziati sangue blu, o le migliori menti informatiche. E, per quanto ci riguarda, anche i top trainers. Situazione, questa, ulteriormente aggravata dal fatto che l’Europa reiner, frammentata in associazioni nazionali che non sono mai riuscite ad accordarsi su un forte programma comune, non ha saputo costruirsi negli anni una sua indipendenza. Che sarebbe stata sacrosanta, e forse necessaria considerando le più volte sottolineate diversità tra i montepremi del Vecchio e del Nuovo Continente.

Di conseguenza, a classifiche unificate e basate solo sulle vincite in denaro, qualsiasi atleta che ambisca al top delle standings può solamente andare a guadagnarsi i galloni oltreoceano. La sensazione è un po’ quella che gli Americani, con la loro forza d’urto economica surclassino qualsiasi primato del Vecchio Continente, che rispetto a loro è in tutti i campi un gigante culturale ma un microbo finanziario. È davvero un peccato, ma vale anche il detto: chi è causa del suo mal, pianga se stesso.

E tant’è. All’inizio del 2023 si sono spostati negli Usa, tra gli altri, due principi del reining come Gennaro Lendi e Mirko Midili. Ma anche, per esempio, Cira Baeck che già vi si trovava nel 2022 e ora ha deciso di fermarvisi definitivamente, o altri personaggi noti di questo mondo come Domenico Lomuto, proprietario di Inferno Sixty Six e da sempre con interessi americani, che però a sorpresa – e forse non senza un qualche rimpianto - ha definitivamente lasciato l’amata Roma per la California. E sono solo quattro esempi di un’emorragia di professionalità e talenti, più o meno giovani, che anche nel mondo del reining si fa ogni anno più evidente.

Ma è davvero solo una questione di soldi? Che cosa ha il reining europeo di sbagliato? Perché spinge i suoi “figli” di maggior successo a prendere simili decisioni anche quando, come è nel caso di Gennaro Lendi e Mirko Midili, sono legatissimi al loro Paese d’origine e allo stile di vita italiano?"

L'ARTICOLO COMPLETO  BY L.NOVELLI, LO POTETE LEGGERE SU HORSENSE, ATTENZIONE,  I DUE CAMPIONI SOTTOLINEANO IN PIU' PARTI LE TANTE PAGINE BELLE SCRITTE IN QUESTI ANNI IN ITALIA E IN EUROPA E RACCONTANO COSA SI APETTANO DI TROVARE ORA IN USA. MA UNA COSA CI HA COLPITO: OSSIA LA DOMANDA SPECIFICA FATTA DALLA GIORNALISTA SU COSA C'E' A LORO AVVISO  DI SBAGLIATO NEL REINING EUROPEO ?" . E LE LORO RISPOSTE SONO CERTAMENTE INTERESSANTI:

 Gennaro: l'errore fondamentale del reining europeo è che non esiste un reining europeo. Esistono il reining italiano, tedesco, belga, austriaco, francese e così via. Nonostante si organizzino un paio di gare all'anno denominate “European” nella realtà dei fatti non è così. Altrimenti come sarebbe possibile che il Futurity di una singola nazione, quello italiano, sia più ricco di quello europeo? Il motivo per cui tutti scappano è che in Europa non si è riusciti ancora a creare un business continentale grazie al quale le persone che fanno questo lavoro possano essere appagate al 100% sia per i montepremi sia per l’attività allevatoriale, che forse proprio in correlazione con i montepremi non sufficienti è in calo. E questo genera una minore qualità a disposizione di chi deve addestrare. Quello che mi aspetto andando fuori Europa è proprio questo: trovare più qualità nei cavalli e gare all'altezza dei cavalli che vi competono. Invece non mi aspetto un’organizzazione migliore degli show perché anche negli Usa ci sono pecche rilevanti, spesso e volentieri.

Questo modello di business non è fantascienza, sarebbe riproducibile anche in Europa: ma l’unico modo, secondo me, sarebbe costituire un’unica Associazione Europea le cui decisioni prevalgano su quelle di tutte le sue affiliate nazionali.

Mirko: credo che andiamo a rincorrere dei sogni che, finché stai in Europa, non puoi realizzare. A meno che tu non abbia uno sponsor che ogni anno manda a gareggiare in America te e i tuoi cavalli. Praticamente impossibile. E senza girarci attorno, le proposte di lavoro hanno un livello economico che non ha niente a che vedere con quelle che ti vengono fatte in Europa. Quello che in Europa è il massimo possibile, qui negli Usa è uno stipendio del tutto normale.

Io penso però che non sia tanto il mondo del reining europeo, il problema. Piuttosto il generale problema economico dell’Europa e dell’Italia in particolare che sta mandando un po’ tutto a rotoli. Se avessimo degli show dove si vincono 350mila euro per il primo posto, e clienti che possono spendere per comprarci i cavalli e mandarci a gareggiare anche negli Stati Uniti, chi si sposterebbe dall'Italia? Insomma, l'Italia è un paese bellissimo, con gente meravigliosa, familiare, amichevole. Il miglior posto al mondo in assoluto…

QUI GENNARO LENDI VA IN USA (2023)

QUI - MIRKO MIDILI VA IN USA (2023)