30 gen 2026

LAVORO DA TERRA? "HORSE FIRST" UN METODO BY MAX DONDI

DA TERRA VEDO I CAVALLI "IN ALTA DEFINIZIONE". VI SPIEGO COME E  PERCHE' 

Max Dondi,
dopo due anni passati a corte di "Elementa" nel Team romano assieme alla sua compagna, alcune precedenti esperienze in Usa e prima ancora un lontano passato piuttosto interessante da Non Pro, in questi ultimi anni si è dedicato da professionista al Training in quel di Modena (CI Ginevra) dove lavora sia con puledri che cavalli adulti, mantenendo attive collaborazioni con altri centri. Negli anni ha messo insieme le sue conoscenze per affinare in particolare un segmento dell'equitazione che di solito viene liquidato  come "riscaldamento" o routine da fare nei giorni in cui non si ha il tempo di montare. Parliamo del  LAVORO DA TERRA, che invece per lui negli anni è diventato un prezioso alleato che sta alla base di qualsiasi disciplina equestre. Sentiamo di cosa si tratta

Max, da anni conosco la tua passione per il lavoro da terra con i cavalli, sul quale ti soffermi più a lungo di chiunque altro veda lavorare con i cavalli. Alla fine i pezzi del puzzle hanno trovato il loro posto in un metodo vero e proprio a cui adesso hai dato un nome previso. Ce ne vuoi parlare ?

E' vero, mi piace il tuo paragone con il "puzzle". In effetti  ho passato anni a mettere insieme tutti i pezzi provando e riprovando cosa era meglio e cosa arrivava di più al cavallo. Da un pò di tempo ho realizzato che in tutto questo non c'era una casualità, ma una metodica precisa da seguire passo passo.  
A cui ho voluto dare un nome evocativo "The Horse First". Che - attenzione - non è una routine di riscaldamento né tantomeno  un modo per stancare il cavallo quando è un pò sull'occhio.
Per me è un vero test di diagnostica !

Paragone interessante
Ma sai, prima ancora di mettere il mio peso sulla sua schiena, ho bisogno di capire se la nostra
comunicazione è pulita. Non mi interessa l’esercizio perfetto. Mi interessa invece osservare tre cose
molto semplici: 
  • quanto tempo il cavallo impiega a elaborare una richiesta
  • come gestisce un aumento anche minimo di pressioneù
  • quanto velocemente riesce a rilassarsi quando la pressione viene tolta.
Quindi tu dici, se capisco bene, se devo fare un Test completo perchè "chiudersi"  la visuale, salendo magari troppo presto in sella? 
Esatto. Il punto di svolta è questo: da terra vedi tutto ....come fosse in in alta definizione, non hai una percezione falsata nè sei preoccupato per possibili reazioni negative.
Da terra vedi se il cavallo sta davvero collaborando, usando la parte razionale del cervello, oppure se sta solo eseguendo in automatico mentre internamente è pronto a scappare.  In sella, spesso la forza fisica o l’abitudine coprono questi segnali. 
Da terra no. Da terra il cavallo non mente.
Quando il lavoro da terra è calibrato bene, salire in sella diventa un passaggio naturale. Non
stai insegnando nulla di nuovo, stai solo chiedendo le stesse cose da una posizione diversa.
Per un cavallo sportivo questo significa avere una base solida,  ma attenzione. Solida non solo nel comfort di casa ma anche sotto lo stress di una gara perché il suo processo di elaborazione del pensiero  è diventato costante, razionale, affidabile.

Tu però estendi il concetto di The Horse First a tutto  il percorso del cavallo. Perché ritieni che sia centrale anche con soggetti già avviati o in routine di gara?
Diciamocelo. A tutti noi è capitato di arrivare in gara e ritrovarsi con un drago al posto del cavallo, 
quando fino al giorno prima, nella tranquillità di  casa, sembrava un agnello.
Cambiando ambiente, cambiano gli stimoli, i rumori, i riferimenti visivi. Immagina anche la "confusione" di un qualsiasi campo prova. E in queste situazioni, a tutti è capitato,  improvvisamente salta fuori un altro animale.
È lì che capisci che a casa non era davvero tutto risolto, tutto fissato.
Questo significa che spesso il cavallo sta funzionando perchè le variabili esterne sono per lui "prevedibili", anche se magari non è veramente connsesso con te. 
La gara, da questo punto di vista, è spietata: se la comunicazione non è solida, il conto lo paghi proprio lì !

Nel The Horse First il lavoro da terra serve proprio a evitare queste sorprese. È il momento
in cui verifichi la qualità della connessione, non solo l’esecuzione. Senza il peso del
cavaliere e senza la pressione dell’esercizio, diventa chiaro se il cavallo sta ragionando con
te o se sta solo “facendo il bravo” finché tutto il resto, rimane sotto controllo.
È una specie di controllo qualità ?
Vedi che mi segui?  Se da terra il cavallo è presente, elastico e disponibile, hai molte più probabilità che lo resti anche quando l’ambiente si complica. Se invece emergono rigidità o distrazioni già lì è meglio
scoprirlo prima, piuttosto che accorgersene quando sei già in campo gara.

In tanti anni hai osservato il mondo del cavallo sportivo prima da appassionato, poi da garista Non Pro, infine da professionista. Quali sono secondo te gli errori più frequenti nel modo in cui viene interpretato il lavoro da terra, sdia come metodo che come risultati attesi? 

Uno degli errori più comuni è pensare che il lavoro da terra serva a stancare il cavallo. 
L’idea sottostante è: lo muovo tanto, lo faccio sudare, così poi sarà più gestibile. Il problema è che il cavallo, biologicamente, è progettato per muoversi. Più lo “stanchi” in quel modo, più lo alleni a
reggere lo sforzo.
Il risultato è che dopo un po’ non hai un cavallo più collaborativo, hai solo un cavallo più in forma.
Un atleta sempre più instancabile, che ha ancora più energia da gestire e meno motivi per
ascoltarti.
In questi casi il lavoro da terra diventa solo movimento SENZA comunicazione. Il cavallo
esegue, si scarica fisicamente, ma mentalmente resta uguale a prima. E appena cambia il
contesto o aumenta la pressione, tutto quello che sembrava risolto torna fuori.

Nel The Horse First il lavoro da terra non serve a togliere energia, ma a darle una direzione.
Quando il cavallo inizia a usare il cervello invece che solo il corpo, spesso diventa più
tranquillo senza aver fatto chilometri inutili. Ed è lì che il lavoro comincia davvero a
funzionare...."