22 dic 2016

DALLA DOMA DEI PULEDRI, CINQUE PICCOLE(GRANDI) VERITA'....

Western Horseman Magazine, Usa
CINQUE ERRORI COMUNI, CINQUE PICCOLE/GRANDI VERITA' 
Dal giornale americano Western Horseman il famoso esperto di Colt Starting, Mike Kevil ci parla di alcuni errori comuni. Kevil, di stanza in Arizona è un apprezzato trainer e clinician da oltre trent'anni, ha scritto un libro sui puledri e ha partecipato diverse volte a "Road To The Horse" la competizione riservata appunto ai più famosi esperti di doma puledri.  

L'ho tradotto liberamente perchè leggendolo mi sono reso conto che si tratta di un articolo che solo in apparenza parla di puledri, ma in realtà parla di attitudine verso il proprio cavallo e di alcuni errori che forse tutti noi (alzi la mano chi non li fa mai) commettiamo. Alcune cose possono sembrare scontate, ma in questo rigido inverno, non è male andarsele a rileggere magari con una tazza fumante di Thè in mano ! Ecco qui di seguito la voce di Mike Kevil, da un articolo di Western Horseman USA

<<Quando si parla di addestramento di cavalli - in questo caso specifico, dei puledri - , ormai c’è una grande abbondanza di materiali. Libri, DVD, Internet, TV e ovviamente i Clinic. Tutto questo dovrebbe portare a rendere più facile il Training. Ma non è così perché la verità è che le persone – qualunque sia il metodo scelto – continuano a fare errori.
Eppure c’è un aspetto simpatico in tutto questo: i cavalli sanno perdonare.
Ed ecco che, se tu semplicemente smetti di fare cose sbagliate e inizi a fare cose giuste,
il cavallo farà proprio quel cambiamento in positivo che  stavi cercando.
Molte persone hanno le stesse difficoltà, quando cercano di domare  in proprio un puledro. Qui di seguito affronto i 5 temi più comuni

1. INCONSTANZA & INCOERENZA
Quando non siamo sicuri davvero di quello che stiamo facendo, saltiamo improvvisamente a provare cose diverse. Niente di male a provare una nuova tecnica,
a patto che poi si dà il tempo al cavallo di comprenderla. Saltare avanti e indietro tra tecniche magari molto diverse tra loro,  aumenterà semplicemente il grado di confusione del vostro puledro

Non solo, quando parlo di “costanza” intendo anche la coerenza nell’applicare quel metodo. Non può succedere che ogni tanto  ammetterai una condotta sbagliata nel cavallo e altre volte cercherai di contrastarle con forza.

Fare le cose in modo consistente e persistere nel farle, diminuisce il grado di confusione e permette al cavallo di imparare più in fretta.
2. PESSIMO TIMING E PESSIMO “FEEL”
Il Timing e il sentire il cavallo (Feel qui  è "tocco", non  nel senso astratto di “feeling”)  vanno insieme. Sono importanti entrambi. Ma se proprio non riuscite a “sentire” quando è il momento di rilasciare la pressione, allora anche il Vostro Timing sarà sempre un passo in ritardo.
Se non sapete quali piccoli segnali di cambiamento cercare nel cavallo, allora semplicemente non li noterete nemmeno. Dovete sentire che sta avvenendo quel piccolo cambiamento e che lui sta provando a venirvi incontro. Prima sarete in grado di percepire il cambiamento , prima rilascerete la pressione. Il cavallo migliorerà più in fretta. Il vostro Timing e il senso del cavallo non saranno mai perfetti. Lavorateci. Il miglior Trainer per me è quello che continua ad affinare questi due concetti.
Un piccolo esercizio. Stando vicino al vostro cavallo, poggiate una mano sopra le sue narici. Stringetele tra  le dita gentilmente . Non volete causare dolore, solo un piccolo disagio nel cavallo. Comincerà a muovere la testa in circolo. Rilasciate la pressione quando la testa va giù.
E’ un esercizio di rilassamento che serve anche a mettere l’imboccatura più facilmente. Con un po’ di pratica, farete in modo che la sua testa vada facilmente verso il terreno. Accelerare il processo? Significa diventare capaci di “sentire” che il cavallo sta scendendo con la testa e rilasciare in quel preciso momento la pressione
3. INCAPACITA’ DI OTTENERE IL RISPETTO
Sembra proprio che avere il rispetto del proprio cavallo sia davvero una cosa difficile per diverse persone. In realtà non è difficile, ma sembra che molte persone hanno serie difficoltà a capire quello che serve e quello che davvero conta.
Se volete che il cavallo vi ascolti, occorre avere il suo rispetto. Con due situazioni opposte: Primo, rispetto, NON significa paura. Ma al contrario, è vero anche che molte persone sono convinte seriamente che se sgrideranno il proprio cavallo, questo “non li amerà più”.
Io non incoraggio nessuno di questi due comportamenti. Occorre semplicemente fermezza nelle proprie richieste.
Il problema è che nello sgridare un cavallo, potete causare paura attraverso reazioni troppo dure e senza capire quando è il momento di dare una ricompensa anche per un piccolo tentativo di venirci incontro da parte sua.  Se pensate di poter usare la “paura” per addestrare un cavallo, vi sbagliate. E’ controproducente. Presto il cavallo diventerà sordo alle vostre  reazioni e vi troverete a dover incrementare il livello di paura per mantenerli sul lavoro. Alla fine, nella migliore delle ipotesi il cavallo deciderà che può sopportare i vostri scatti di nervosismo e diventare un “incassatore”. Avrete forse vinto una battaglia, ma infine avrete perso la guerra.
Il cavallo deve rispondere a un Vostro comando.  Che sia la voce o le mani per avere la risposta desiderata non importa. Potreste essere in grado di svolgere una intera gara senza imboccatura e magari con un semplice collare, oppure usando semplicemente lo spostamento del corpo o appena un filo di gambe. Tutto parte dalla stessa cosa, avere il rispetto del vostro cavallo.
Molti problemi capitano perché a un cavallo  è permesso di fare una cosa sbagliata, in quanto per il proprietario in fondo non c’è un potenziale pericolo dietro a quel problema. Il proprietario di solito a quel punto ti guarda e ti dice “Improvvisamente e senza motivo, mi ha morso”.  Non è affatto successo improvvisamente. Lungo un periodo di tempo, il cavallo è diventato da amichevole a “pushy”. Inizia ad arretrare, a rampare o a mordere e siccome hai trascurato i segnali, sembra che questo succeda improvvisamente. 
Non a caso il rispetto inizia dal lavoro a terra. Il cavallo alla lunghina non deve prevedervi e tirarvi in giro. Non deve camminare addosso a voi o standovi comunque così vicino da diventare pericolosi. Dovrebbe camminare e fermarsi assieme a voi. Dovreste essere in grado di farlo arretrare con facilità. Alla longia, dovrebbe facilmente mantenere l’andatura che gli state chiedendo. Iniziate da terra. Anche solo chiedere il movimento del posteriore o muovere l’avantreno a destra e sinistra, farà in modo che il cavallo capisca che siete voi che prendete le decisioni e che avete il controllo.
4. MANCANZA DI IMPULSO IN AVANTI.
Tra i cinque punti trattati, questo è il più frequente. Alcune persone sono ossessionate dal tenere il cavallo  tranquillo e rilassato. Dopo di che, quando vogliono muoverlo, il cavallo semplicemente vuole rimanere fermo!
Troverete tonnellate di informazioni su come sensibilizzare un cavallo o desensibilizzarlo. Ma quando domate un puledro, dovete saper fare entrambi. E se in questo non avete il controllo del vostro cavallo da terra, allora non siete pronti a cavalcarlo. Personalmente voglio che il cavallo reagisca a un comando quando lo chiedo la prima volta. E che la sua reazione sia immediata, ma calma allo stesso tempo. Come ho già detto, se il vostro cavallo si muove per paura, è molto facile che avrete una brutta giornata in sella o quello che io chiamo una “Wild Ride”. qui sotto un piccolo esercizio da provare, prima di salire la prima volta in sella.
(PRIMA DI SALIRE IN SELLA, LA PRIMA VOLTA)
Come parte del Lavoro da terra sul puledro, vi lascio un semplice esercizio. Mettetevi di fianco al cavallo, sellato ma ancora con la lunghina. Con una mano tenete la lunghina, con l’altro la staffa. Date voce al cavallo e poi colpitelo delicatamente con la staffa. Aspettate un suo movimento e ripetete da entrambi i lati. Presto il cavallo si muoverà  al solo suono della voce, se avrete sempre la precauzione di dare prima voce e poi colpire il cavallo con la staffa. State insegnando al cavallo a andar via dalla pressione. Come se foste in sella, ma senza esserlo davvero. La primissima volta che salirete in sella, se dando voce il cavallo non si muove, vi basterà colpirlo con le gambe perché a quel punto saprà rispondere adeguatamente alla pressione mettendo movimento in avanti.
Va bene se a quel punto il cavallo è ancora riluttante ad accelerare la velocità. Sta provando a seguirvi, ma è ancora preoccupato da questa cosa. E’ la prima volta                che vi sente sulla schiena e ad ogni andatura questa sensazione sarà diversa. Non va bene però se rifiuta di avanzare o ignora i vostri comandi. Il tema è cercare il suo tentativo positivo. Ogni volta che ci prova e prova quindi in qualche modo a fare quello che chiedete, dategli un momento di riposo e aspettatelo.
   5. AVANZARE NEL TRAINING  ALLA VELOCITA’ SBAGLIATA
Quando insegno a domare I puledri, uso spesso la favola dei Tre Orsi come esempio. La zuppa di papà orso era troppo calda, la zuppa di mamma orso era troppo fredda, ma alla fine quella di Baby Orso era semplicemente quella alla temperatura giusta. 

Quando lavoriamo con un cavallo, vogliamo che il training segua un percorso corretto. D’altronde persino gli esperti hanno opinioni diverse su quello che è considerato andare troppo velocemente nell’addestramento.

Papà Orso andrà avanti alla velocità che vuole lui, il che non significa che un cavallo sia davvero pronto. Mamma Orsa al contrario andrà molto con calma sempre ansiosa del fatto che il puledro non sia ancora pronto per capire il passo successivo.  Così ripeterà all’infinito gli stessi esercizi fino al punto in cui il puledro….ne sarà annoiato a morte !

E poi c’è Baby Orso. Lui avrà voglia di procedere, ma allo stesso tempo non avrà paura di tornare un passo indietro se il puledro darà segni di avere problemi.
Ecco alcune regole, se volete essere nella favola Baby Orso !

-        Quando insegnate al puledro qualcosa di nuovo, ricordate che quello è precisamente il punto in cui sta migliorando le sue capacità. Sta faticando con una manovra, molto probabilmente sta semplicemente cercando di imparare più che non capire i vostri comandi. Non punitelo se non capisce. Aiutatelo a imparare.
-        Con qualcosa di nuovo, ricompensate anche i modesti progressi o tentativi positivi
-        Non siate così timidi da chiedergli di provare
-        Mentre sta provando, dategli il tempo materiale per comprendere l’esercizio ed eseguirlo
-        Siate chiari, persino ovvii (!) nell’aiutarlo a comprendere quello che volete
-        Fate passi brevi o corti, in modo che sia più semplice pe ril cavallo la curva di apprendimento.

Una volta  che il cavallo ha capito quello che volete, fate pratica dell’esercizio finchè si sentirà a suo agio nell’eseguirlo. Non deve essere perfetto, ma la risposta deve essere facile, nel tempo giusto e senza una apparente fatica. Non aspettate la perfezione prima di fare un passo avanti. Mentre lavorerete sull’esercizio successivo, potrete facilmente migliorare anche l’attitudine su quello precedente. Bene. Adesso, selliamo e cerchiamo di essere, ricordandoci la favola,  Baby Orso ! >>
Mike Kevil, USA Esperto di colt starting e famoso clinician
NOTA: la doma dei puledri è una attività pericolosa e che richiede talento, attitudine e capacità. Non improvvisate e affidatevi a persone esperte che possano eventualmente nel tempo insegnarvi a farlo in sicurezza